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Giorgia Meloni e il patentino antifascista: monta la polemica
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Giorgia Meloni smonta il “vecchio vizio” della sinistra: scoppia un nuovo caso

Giorgia Meloni

Durissimo scontro a distanza tra Giorgia Meloni e la sinistra dopo una particolare richiesta che ha visto la Premier esporsi pubblicamente.

Non solo la grave allusione sessuale di cui è stata vittima. Per Giorgia Meloni c’è un’altra situazione da risolvere. L’ennesima polemica con l’opposizione dopo una querelle che ha fatto gridare alla “censura” la stessa Premier. Tutto ha a che fare con Il “patentino antifascista” richiesto dalla fiera Più libri più liberi.

Giorgia Meloni sul palco di Atreju 2025
Giorgia Meloni – newsmondo.it

Giorgia Meloni e il “vecchio vizio” della sinistra: il post

La nuova questione che ha fatto arrabbiare Giorgia Meloni e che ha poi visto nascere una vera e propria polemica con le opposizioni parte dalla vicenda che ha occupato il dibattito nel 2025, quando 89 intellettuali chiesero, senza riuscirci, di escludere la casa editrice ‘Passaggio al bosco’, dalla fiera Più libri più liberi in quanto vicina ai valori di estrema destra.

Per evitare il ripetersi di episodi simili, gli organizzatori quest’anno hanno deciso di muoversi con anticipo. I partecipanti alla Fiera, oltre a dover sottoscrivere un documento che contiene i punti del Regolamento generale della kermesse dovranno disporre di una dichiarazione aggiuntiva, che prevede tra gli impegni quello di “riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana”. Una sorta di “patentino antifascista”.

Proprio questo ha generato la furia della Meloni: “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”, ha scritto in un post social la Premier.

E passando all’attacco: “La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

La risposta di Giuseppe Conte alla Premier

La presa di posizione della Meloni ha fatto scattare ulteriori polemiche. Tra tutti ha spiccato la risposta di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha quindi replicato: “Nulla da dire e da fare sull’inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell’Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull’usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull’antifascismo […]”.

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ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2026 9:56

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